Festa Regionale Unitalsi – Settimo Torinese

Il sapore delle cose belle: cronaca di una giornata di festa e condivisione
Come ogni anno ci siamo ritrovati per la Festa Regionale Unitalsi domenica 17 maggio, ospiti del Gruppo di Settimo Torinese.
1. L’incontro
Ci sono giorni in cui il tempo sembra rallentare per lasciare spazio a ciò che conta davvero. Per la nostra Sezione Piemontese, l’annuale incontro delle Sottosezioni è esattamente questo: non un semplice appuntamento in agenda, ma un rito che si rinnova, un cerchio che si chiude e si riapre, accogliendo volti vecchi e nuovi. L’atmosfera che si respira fin dal mattino è quella inconfondibile delle grandi feste di famiglia, dove l’abbraccio è spontaneo e il “ritrovarsi” è la parola d’ordine.
Ben sappiamo che la “Festa” custodisce scopi alti, di rinnovo e rinforzo delle ragioni che ci fanno essere in Unitalsi.
2. Il cammino e la preghiera: i passi della fede
La giornata si è aperta sotto il segno della tradizione e del cammino condiviso. Ospiti designati sono stati gli amici del Gruppo di Settimo, testimoni attivi in presenza e iniziativa. Il programma ha rispettato la tradizione con la Processione in apertura; un momento suggestivo in cui i nostri passi, mossi all’unisono, hanno teso un filo invisibile tra i presenti. Camminare insieme, fianco a fianco, è l’immagine più potente della nostra vita associativa: non si è mai soli lungo la strada.
Questo clima di profondo raccoglimento ci ha accompagnati fin dentro la chiesa, dove l’Assistente Ecclesiale, Padre Carmine Arice ha officiato la Santa Messa. Le Sue parole, in apertura e nell’omelia, sono state una conferma dell’amicizia che scorre e della guida che traccia il percorso per tutti e invita al cammino. Ben chiara e forte è giunta l’immagine del “volare come aquile” …
Durante la celebrazione, il silenzio è diventato dialogo interiore e comunitario: un’occasione preziosa per rinnovare quel “sì” ai valori cristiani e associativi che guidano il nostro agire e che danno un senso profondo al nostro stare insieme.
 
3. La gioia della tavola: una perfetta amicizia
“La festa non è un’evasione dalla realtà, ma il carburante per il nostro impegno quotidiano,” verrebbe da scolpire per meglio conservarci custodi di quella speranza che ci caratterizza.
E in sintesi è stato questo il tema affiorato nei discorsi che hanno accolto la nostra presenza: la Presidente di Sezione Dott.ssa Maria Rosaria Sardella, notando il valore dei principi fondanti e il carisma stesso dell’Associazione; il Sindaco di Settimo dott.ssa Elena Piastra elogiando l’opera dell’Unitalsi anche per la ricaduta sulla comunità nei risvolti sociali e spirituali di ciascuno.
Si sono poi susseguiti numerosi interventi da parte degli ospiti e dei convenuti per salutare e per ringraziare; “interruzioni” sempre molto apprezzate perché dimostrazione di quanto si tenesse a esprimere il sentimento d’amicizia che “galleggiava” nell’aria estiva di una domenica di metà maggio.
La mostra fotografica ricca di ricordi e passaggi ancora vivi per molti, ha preceduto il momento di trasferimento verso il luogo del pranzo. E qui, lo stile di famiglia è esploso in tutta la sua genuinità. Tra il tintinnio dei bicchieri e il profumo dei piatti della tradizione, i tavoli si sono riempiti di chiacchiere, risate e ricordi.
È in questi momenti, nel passaggio del pane e nel brindisi condiviso, che si sperimenta l’armonia, l’appartenenza ad una unica, grande comunità; senza formalismi, solo la gioia pura di stare insieme, di ascoltare le storie dell’altro e di sentirsi parte di una storia più grande.
4. Guardando al futuro con radici forti
In queste circostanze il momento dei saluti non è come si vorrebbe fosse: le mani s’incrociano, gli occhiali si scontrano; qualcuno si “dimentica”, un altro si “salta”. Raggiungere tutti, fra i 150 circa che si era, richiederebbe una doppia giornata sezionale!
Poco conta: la certezza è aver vissuto un momento di grazia, pronti a tradurre l’entusiasmo di questa festa nel servizio di ogni giorno, nei gesti, nel rispetto dei nostri valori e nel desiderio, già vivissimo, di ritrovarsi il prossimo anno.

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